I pensionati del 2011 e del 2012 potrebbero aver diritto a rimborsi dell’Inps a seguito della mancanza di scatti di perequazione come stabilito dalla Corte Costituzionale. Il Movimento Consumatori Puglia a disposizione per avviare le iniziative di rimborso

Bruno MaizziNel dicembre 2011 il Governo ha azzerato il meccanismo di adeguamento automatico per gli anni 2012 e 2013 delle pensioni superiori al triplo del minimo Inps (Manovra salva Italia). E quindi coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011 (per 2 scatti di perequazione automatica) e prima del 31.12.2012 (per 1 scatto di perequazione automatica) ed hanno percepito un importo della pensione per il 2012 superiore a € 1.405,05 lordi (pari a circa €. 1.088,00 netti); e per il 2013 superiore a €. 1.443,00 lordi (pari a circa €. 1.117,00 netti), possono ottenere il ricalcolo della pensione ed il rimborso di quanto non percepito.

“La Corte costituzionale, con sentenza n. 70 del 30 aprile 2015 – spiega il presidente del Movimento Consumatori Puglia, dr. Bruno Maizzi -, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, riconoscendo il diritto dei pensionati a una prestazione previdenziale adeguata e rivalutata per conservare il potere di acquisto delle somme percepite”.

Per ottenere il pagamento delle quote di trattamento non corrisposte, occorre mettere in mora l’Inps e poi proporre ricorso giurisdizionale innanzi alla competente Autorità giudiziaria. La scadenza dei termini di prescrizione è fissata al 31 dicembre 2016.

“Oltre tale data – ricorda il presidente MC Puglia, dr. Bruno Maizzi -, in mancanza di azione giudiziaria, il diritto alla restituzione degli scatti di rivalutazione andrà prescritto. I legali del Movimento Consumatori Puglia, sempre accorti nel tutelare al meglio i diritti dei cittadini, utenti e consumatori, promuoveranno azioni collettive per sanare la palese irregolarità perpetrata in danno dei pensionati Inps”.

Per verificare se il pensionato ha diritto alla corresponsione della rivalutazione, vi è bisogno di controllare sul cedolino di pensione del mese di agosto 2015 se sono presenti le seguenti voci:

“applicazione sentenza 70/2015”, “arretrati sentenza 70/2015 a.c” e “arretrati sentenza a.p.”.

Se queste voci sono presenti, il pensionato ha diritto e può richiedere il rimborso.

Nel mese di agosto 2015 l’Inps ha restituito solo parte delle somme non erogate nel 2012 e nel 2013, ma la restituzione parziale della rivalutazione bloccata (fino ad un massimo del solo 40%), ha conseguenze negative sulla base di calcolo della rivalutazione per gli anni successivi.

Per ulteriori dettagli e informazioni è possibile contatta il Movimento Consumatori Puglia all’indirizzo puglia@movimentoconsumatori.it o telefonare al numero 338.7979600.

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